Wikileaks si vendica: in rete più di 250.000 cablo

Una nuova emorargia di cablogrammi si è riversata in rete: Wikileaks ha annunciato di aver pubblicato online senza password di protezione tutti e 251.287 documenti del del dipartimento di stato americano, anche se non è ancora chiaro se in versione integrale. Su Twitter è disponibile il link per accedere alle informazioni. Già nei giorni scorsi il sito di Assange aveva cominciato a pubblicare 134 mila cablogrammi, riguardanti sopratutto l'Australia, che aveva già definito "inopportuno e pericoloso" lo spargimento di dati e informazioni sulla lotta al terrorismo internazionale.
2 SET 11
Ultimo aggiornamento: 02:11 | 4 AGO 20
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La decisione è probabilmente futto anche di una vendetta nei confronti del Guardian dopo che un file contenente l'intero database era stato reso accessibile da un suo giornalista, che aveva inserito la password in un libro pubblicato nel febbraio scorso. Accuse respinte dal quotidiano britannico secondo il quale nel libro "Wikileaks: dentro la guerra alla segretezza di Julian Assange", era contenuta una password solo temporanea "e comunque non c'erano dettagli sulla localizzazione dei file". Inoltre il Guardian ha specificato che il 4 agosto scorso c'era stato un incontro "cordiale" tra Assange e Rusbridger, durante il quale il fondatore di Wikileaks non aveva "mai menzionato alcuna crepa nel sistema di sicurezza".
Già ieri, il dipartimento di stato americano aveva criticato le azioni "irresponsabili, sconsiderate e pericolose" del sito, affermando di essere stato avvisato della divulgazione imminente di informazioni, sottolineando tuttavia che gli appelli di Washington erano stati ignorati.
Rispetto alla prima edizione di cablogrammi (avvenuta a novembre 2010), questa non è mediata dai quotidiani, "la stampa mondiale non ha abbastanza risorse", si è giusitificato lo staff di Wikileaks. "Gli esperti sono di parte. Date il vostro contributo, cercate voi le informazioni" è l'appello di Assange agli utenti della rete.
Intanto nel marasma di documenti in circolo nella rete ne emergono alcuni riguardanti l'Italia. "La tempistica delle azioni giudiziarie in Italia spesso appare politica, compresa la sentenza di una corte civile contro la Finivest di Berlusconi". E' quanto scrive il numero due dell'ambasciata americana a Roma, Elizabeth Dibble, in un cablogramma dell'8 ottobre 2009, inviato subito dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte costituzionale. "La magistratura italiana – si legge nel cablo – era un tradizionale rifugio per i membri del partito comunista durante la Guerra Fredda". "La tempistica delle azioni giudiziarie, incluse alcune contro funzionari di centro sinistra spesso appare politica", annota la diplomatica. Tra questi casi la Dibble comprende la sentenza "di una corte civile contro la compagnia Fininvest di Berlusconi riguardo a una causa di lungo corso da 750 milioni di euro promossa da un rivale d'affari".
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Il Foglio già a giugno 2010 aveva intervistato Julian Assange [Al bar con il ricercato dal Pentagono ]. Aveva poi raccontato gli esordi del sito creato da Julian Assange in Giù nella tana di Wikileakse e criticato il metodo Wikileaks e i costi umani di una simile operazione in La trasparenza della politica è un’utopia regressiva ad altissimo costo